DIABETE MELLITO DI TIPO 1 E FESTIVITÀ? SI PUÒ FARE!

5 CONSIGLI UTILI

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Finalmente arrivano le vacanze! Giochi, riposo dalla scuola ma anche tante cose buone da mangiare!  Per i bambini e i ragazzi (ma anche per gli adulti!) con diabete mellito di tipo 1, i momenti di condivisione come le festività possono rappresentare una bella sfida: si mangia tutti insieme, si mangia di più e tendenzialmente consumiamo più carboidrati e più grassi rispetto ai pasti della nostra quotidianità. Ma questo non deve scoraggiarci: sapendo come fare, con un po’ di preparazione, la porzione più abbondante o il dolce in più non rappresenteranno un problema! E in questa maniera potremo anche abbattere alcuni “luoghi comuni” che ancora sono presenti quando si parla di diabete mellito di tipo 1: “non puoi mangiare dolci”, “devi evitare tutti i carboidrati” e così via.

È bene premettere che in prossimità delle feste non è utile (anzi, è dannoso!) modificare le proprie abitudini alimentari nei giorni precedenti e successivi, effettuando diete restrittive o saltando i pasti. Cerchiamo di capire insieme come fare nella pratica!

1. SCELTA DEL PASTO 

Per cominciare, bisogna scegliere in modo “furbo” il momento in cui consumare un pasto abbondante, prediligendo soprattutto per chi è alle prime armi, il pranzo invece della cena: questo ci consentirà di avere più tempo per effettuare eventuali correzioni, con l’obiettivo di avere una glicemia adeguata prima della fine della giornata (la glicemia è in range quando è compresa tra (70 e 180 mg/dL).

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2. DECISIONI DELLE DOSI DI INSULINA

La preparazione in anticipo del menù, comprensiva della scelta degli ingredienti, consente di arrivare già pronti al momento della decisione del bolo e permette di coinvolgere in prima persona il bambino e il ragazzo con diabete.

In tutte le situazioni, occorre ricordare che la conta dei carboidrati ci viene in prezioso aiuto. Oggi esistono moltissimi strumenti, tra cui app scaricabili sugli smartphone, che semplificano notevolmente questa strategia. La conta dei carboidrati ci permette di “sconfiggere” la paura di alcuni cibi che spesso si trovano sulle nostre tavole in queste situazioni. Ecco alcuni esempi pratici: una porzione di lasagne (240 g) contiene circa 35 g di carboidrati (ma quanti grassi!); i tortellini ripieni di carne (160 g) contengono invece circa 70 g di carboidrati. Per quanto riguarda i secondi piatti, spesso le quantità di carboidrati sono trascurabili ai fini della conta: ricordiamo, per esempio, che una porzione di cotechino (50 g) contiene 3 g di carboidrati. Tra i dessert, immancabili durante il periodo natalizio ci sono il panettone e il pandoro (una fetta da 100 g contiene circa 50 g di carboidrati ma attenti al ripieno), per i più golosi magari con crema al mascarpone in accompagnamento (50 g contengono circa 8 g di carboidrati).

Esistono, però, anche degli alimenti che possono essere nostri alleati: iniziare il pasto con la verdura rallenta l’assorbimento dei carboidrati, riducendo i picchi glicemici post-prandiali; i legumi sono molto nutrienti e hanno un buon rapporto tra proteine, fibre e carboidrati; la frutta secca è un ottimo spuntino per cui non serve il bolo di insulina.

Per concludere, le bevande zuccherate non possono di certo negate essere ma devono essere consumate con molta parsimonia (al massimo un bicchiere a pasto) e incluse nel calcolo della dose insulinica. In ogni caso è sempre meglio preferire tanta acqua, sia durante che fuori dai pasti!

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3. GESTIONE DEL BOLO

La gestione del bolo di insulina può variare a seconda della modalità di somministrazione dell’insulina.

Per i pazienti in terapia multi-iniettiva (con le penne), occorre stimare la quantità di carboidrati contenuti in antipasto, primo, secondo e decidere la dose (preferibilmente utilizzando il rapporto carboidrati:insulina). Una strategia può prevedere di iniziare da antipasto a base di proteine e grassi (salumi e formaggi) e fare il bolo appena prima del primo piatto. Occorre ricordare che tra una somministrazione e l’altra è meglio che passino almeno due ore e mezza, per evitare la sovrapposizione dei boli e incorrere in ipoglicemie indesiderate.

In considerazione del pasto abbondante e lungo è possibile fare un bolo nell’orario della merenda per coprire il dolce e sfruttarlo anche per correggere le iperglicemie post-prandiali (utilizzando il proprio fattore di correzione o FSI).

Per i pazienti che utilizzano un microinfusore, grazie alla possibilità di effettuare boli più ravvicinati, è possibile già a priori effettuare due boli distinti per il pasto: un primo bolo previsto per i carboidrati di antipasto, primo e secondo; un secondo bolo prima del dessert, senza per forza attendere l’orario della merenda.

Molti modelli di microinfusore prevedono una modalità di erogazione adatta agli alimenti a lenta digestione e/o caratterizzati da alto contenuto di grassi (per esempio pizza, lasagne, risotto, carne con panatura, pizza, dolci particolarmente grassi, eccetera): si tratta del “bolo esteso”, che permette di erogare immediatamente una parte del bolo e la restante quota in un periodo di tempo più prolungato, al fine di coprire i picchi iperglicemici più tardivi.

4. ATTIVITÀ FISICA

L’attività fisica è di fondamentale importanza anche nella gestione dei pasti per le festività. Una passeggiata all’aria aperta oppure giochi da fare a casa ma che prevedano tanto movimento aerobico (per esempio una caccia al tesoro, Twister o i giochi di movimento con una console di videogiochi) aiutano a mantenere stabili i valori glicemici anche quando abbiamo consumato un pasto abbondante.

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5. IPEGLICEMIE

Dovremo in ogni caso essere pronti ad affrontare delle iperglicemie indesiderate, vicine o lontane dai pasti: questo non deve preoccuparci né rovinarci le feste! Sbagliare è umano, soprattutto in situazioni in cui può essere molto difficile fare una conta dei carboidrati precisa, stimare il peso dei cibi e prevedere tutti rialzi glicemici da grassi e proteine.

Quello che occorre sapere è che esistono, anche in questi casi, alcune strategie che possono aiutarci. Per coloro che utilizzano il microinfusore, spesso è possibile (per i modelli che lo permettono) affidarsi alle correzioni automatiche delle iperglicemie; se queste non risultassero sufficienti (per esempio, se ci accorgiamo di aver sottostimato di tanto la quantità di carboidrati), è comunque possibile effettuare un bolo manuale correttivo.

Per i pazienti in MDI l’approccio è quello classico: effettuare correzioni estemporanee secondo il proprio fattore di correzione (FSI), ricordando che tra una correzione e l’altra è meglio che trascorrano almeno due ore e mezza.

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Per concludere, le feste sono delle occasioni importanti e – perché no? – una bella sfida anche per la gestione del diabete mellito di tipo 1. Restano fondamentali un’adeguata preparazione e la condivisione delle strategie per affrontarle con serenità.

Crediamo fortemente che il diabete, come altre condizioni di salute, non debbano condizionarci obbligandoci a inutili rinunce. Nel corso del tempo e col giusto allenamento, apprendere a gestire anche situazioni più complesse rafforzerà l’autostima e la consapevolezza non solo del soggetto con diabete ma di tutto il suo nucleo familiare e di amici.

Non vi resta che provare a mettere in pratica i nostri consigli. Nel frattempo, vi auguriamo buone feste e, soprattutto, buon appetito!

Dott.ssa Elena Monti, Dott. Lorenzo Postiglione e Dott. Paolo Triggiano,

Medici in Formazione Specialistica in Pediatria

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