Campo famiglie Ottobre 2021

Il campo famiglie è un momento fondamentale per i bimbi e per i genitori ed anche un’esperienza capace di evocare la magia che nasce solo dallo stare insieme condividendo un percorso comune. Si parla di condivisione perché la diagnosi di Diabete Mellito di Tipo 1 in un bambino, non colpisce soltanto lui, ma l’intera famiglia perciò ritrovare un nuovo equilibrio è necessario e non sempre risulta essere un compito semplice. Questi eventi sono pensati proprio per dare a tutti la possibilità di aprirsi, creare nuovi legami, esprimere le proprie preoccupazioni, difficoltà ed emozioni mostrando nuove possibilità e prospettive.

I soggiorni educativi, infatti, sono riconosciuti dalle istituzioni politiche ed amministrative e dalle società scientifiche nazionali ed internazionali di diabetologia come un momento fondamentale ed insostituibile nel processo formativo del bambino con diabete. Tutti gli apparati di cui sopra convengono perciò che i benefici a breve e lungo termine di queste iniziative, per quel che riguarda il miglioramento delle capacità di autogestione della malattia, sono più che evidenti.

Il week-end, organizzato nelle giornate del 15, 16 e 17 Ottobre 2021, è stato caratterizzato da una atmosfera di svago; oltre a creare inclusione, lo scopo delle giornate è stato quello di informare e rispondere alle domande che possono naturalmente sorgere quando ci si approccia al “Mondo Diabete”.

L’iniziativa è stata resa possibile dall’impegno dei volontari dell’associazione, dalla presenza professionale dell’equipe medica diabetologica e dietistica del reparto di pediatria dell’ I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo di Pavia e della consulente psicologa dell’associazione.

Durante l’intera durata del soggiorno le famiglie hanno avuto a disposizione continuativamente un team di esperti per dare informazioni e consigli sulla quotidianità della convivenza con DMT1, formato da:

  • Medico pediatra diabetologo Carmelo Pistone;
  • Medici in formazione specialistica Emanuela Bellanca, Claudia Garassino, Eliana Barbato, Valeria Tramentozzi e Francesco Dianin;
  • Consulente di AGD Pavia nel ruolo di psicologa psicoterapeuta Elisabetta Chiesa;
  • Dietisti Elisabetta Montagna (coordinatrice), Valentina Caissutti e Matteo Scarampi.

L’obiettivo principale del campo è stato favorire il confronto e la condivisione dei propri problemi ed esperienze tra le famiglie, in modo da sviluppare il contatto emotivo, l’autostima, la responsabilizzazione e permettere di affrontare con maggior consapevolezza ogni sensazione di diversità potenzialmente percepita dai partecipanti.

Ogni momento di vita quotidiana vissuto durante il soggiorno è diventato motivo di istruzione e comprensione della patologia fornendo un importante valore aggiunto alle conoscenze precedentemente acquisite in ambito ospedaliero. Lo stretto e continuo contatto tra l’equipe medica e le famiglie permette difatti la costruzione e la sperimentazione di nuove strade terapeutiche per un benessere sempre maggiore.

In quasi tre giornate le famiglie associate hanno vissuto insieme in uno stupendo ambiente naturale situato a 400 metri di quota nel cuore dell’Oltrepò Pavese: l’agriturismo Torrazzetta. La famiglia Fiori ed il suo staff ha calorosamente preparato il luogo dove condividere esperienze, in una località incorniciata da campi coltivati, vigneti ed un clima che ha invogliato la gioia ed il relax.

Gli adulti hanno potuto assistere a delle lezioni formative, che sono state momento ideale per porre domande senza alcun timore e confrontarsi sulla personale esperienza con il diabete. AGD Pavia ha notato difatti che durante questi eventi i genitori sono sempre pronti a mettersi in gioco per imparare qualcosa di nuovo e supportare i loro piccoli nelle sfide che la vita imporrà a loro.

Durante le lezioni in cui sono stati impegnati i genitori, i bambini hanno svolto dei giochi formativi con l’equipe medica e dei laboratori artistici guidati dalla pluriennale esperienza di Annamaria Previati, volontaria e membro del consiglio direttivo dell’associazione. I bimbi hanno giocato, si sono divertiti ed hanno imparato la bellezza della natura e nel contempo hanno avuto l’opportunità di vivere in gruppo l’esperienza diabete facendo merenda e controllando le glicemie insieme.

Infine nella giornata di domenica, tutti i partecipanti si sono scatenati in una spassosa caccia al tesoro, organizzata dai volontari dell’associazione, con premio finale e foto di gruppo.

Noi di AGD Pavia siamo felici che dopo un periodo di interruzione delle attività di volontariato e socialità dovuto delle restrizioni imposte dalla pandemia, si sia potuto incontrarsi nuovamente di persona. è stata una grande soddisfazione, siamo stati contenti di poter offrire il nostro aiuto alle famiglie associate e, insieme, disegnare un nuovo percorso.

Speriamo che questo sia l’inizio di un periodo positivo che ci vedrà sempre più coinvolti in attività di gruppo sia per adulti che per minori. Per questo motivo vogliamo ringraziare l’equipe medica per l’impegno profuso, in particolare il Dottor Carmelo Pistone, che si è impegnato nel garantire la realizzazione di questo progetto.

Ringraziamo inoltre, tutti coloro che hanno potuto partecipare a queste giornate che ci hanno permesso di costruire un clima di amicizia, professionalità e qualità. Un ringraziamento particolare va a tutte le famiglie partecipanti che hanno creduto al valore sociale di questo incontro. L’entusiasmo e l’energia che si sono respirate in questo campo ci hanno riempito di orgoglio.

Elisabetta Debiaggi

Presidente di A.G.D. Pavia – Associazione Giovani con Diabete – APS


Piccola curiosità… lo sapevi che?

Il campo famiglie organizzato da AGD Pavia deriva dai campi scuola per bambini e adolescenti affetti da diabete mellito tipo 1 svolti nel 1925 a Detroit (Stati Uniti) grazie al Dottor Wendt. Nello stesso anno Elizabeth Devine, infermiera della Joslin Clinic cominciò la sua esperienza di educazione terapeutica, ospitando nella propria casa di vacanza un ragazzo con diabete per insegnargli le nozioni fondamentali dell’automonitoraggio. Da allora tali eventi si sono diffusi ovunque, sbarcando in Europa, dapprima in Francia nel 1953 con le attività di Lestradet e François e infine nel 1973 in Italia con l’iniziativa dei pediatri di Trieste.

A cura di Matteo Scarampi

Volontario Servizio Civile Universale

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