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GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE: UN VIAGGIO NEL TEMPO

Oggi AGD Pavia dà inizio a un nuovo progetto divulgativo rivolto a tutti, pazienti, famiglie e chiunque abbia curiosità di conoscere di più sul mondo del Diabete Mellito: la newsletter dei Pediatri! A intervalli regolari – promettiamo ogni mese – verrà pubblicato un articolo riguardante il Diabete Mellito, la terapia, la ricerca scientifica, la gestione quotidiana e tanto altro ancora. Iniziamo ricordando un evento per tutti noi molto importante: ogni anno il 14 novembre si celebra, infatti, la Giornata Mondiale del Diabete.

Ma perché proprio oggi? La data vuole ricordare la nascita del dottor Frederick Banting che, insieme al suo allievo Charles Best, allora studente di Medicina, scoprì l’insulina, nel non troppo lontano 1921. Banting e Best avevano osservato che il secreto estratto dal pancreas di cani sani e successivamente somministrato a cani con diabete mellito abbassava drasticamente i loro livelli di glicemia. I successi ottenuti erano promettenti ma il materiale ricavabile era minimo a fronte di un dispendio economico importante. Nacque, così, l’idea di estrarre l’insulina dal pancreas bovino, ottenibile più facilmente e in quantità maggiori.

 

La produzione e la somministrazione di insulina su modelli animali ha ottenuto sin da subito risultati sorprendenti, tanto che dopo solo un anno, nel 1922, è stata eseguita la prima somministrazione sull’uomo. A godere di questo enorme privilegio è stato Leonard Thompson, quattordicenne canadese con grave chetoacidosi diabetica, salvato da un destino inevitabilmente infausto grazie a Banting e Best. Per questa straordinaria scoperta, i due medici vinsero il premio Nobel per la medicina nel 1923.

Da allora, la ricerca sul diabete mellito è progredita alla velocità della luce. Nei decenni successivi sono state messe a punto diverse varietà di insulina, sempre di origine animale, che, combinate con diverse molecole, presentava proprietà farmacocinetiche differenti.

Si deve però attendere il 1978 per arrivare all’insulina come la conosciamo oggi: sintetica, prodotta in laboratorio, priva di contaminanti potenzialmente responsabili di malattie infettive o gravi reazioni allergiche e molto più versatile dal punto di vista farmacologico

Parallelamente, anche gli strumenti per l’iniezione sottocutanea sono progressivamente migliorati: dalle siringhe in vetro riutilizzabili (con grande rischio di infezioni) siamo arrivati alle “penne” ricaricabili o pre-riempite fino a strumenti ipertecnologici come le pompe di insulina (o microinfusori). Questi ultimi, oggi, rappresentano il “gold standard” (ossia la scelta migliore) per la terapia del diabete mellito e sono diffusi su larga scala, soprattutto tra i bambini.


Il primo microinfusore risale al 1974: grande come un televisore, trasportato con uno zainetto (chissà perché non ha riscosso grande successo?!).

Le pompe moderne come le conosciamo adesso, piccole e discrete, invece, si sono affermate in modo routinario a partire dagli anni ’10… del 2000! Inizialmente si trattava di semplici erogatori di insulina: al paziente e al suo genitore spettava il compito di misurare la glicemia, decidere la dose, calcolare eventuali correzioni… faticoso, ma almeno si risparmiavano 5-6 punture al giorno! Nel 2006 abbiamo avuto il primo salto di qualità: venne approvato il primo microinfusore “semi-automatico”, in grado di comunicare direttamente con il sensore glicemico e di sospendere l’erogazione in caso di ipoglicemia. Negli anni successivi il dialogo tra sensore e microinfusore è ulteriormente migliorato, fino ad arrivare ai microinfusori attuali, in grado di modulare in tempo reale l’erogazione di insulina sulla base del valore glicemico comunicato dal sensore: si parla effettivamente di veri e propri pancreas artificiali. Al paziente resta ancora il compito di comunicare il pasto: d’altra parte non si può pretendere che una macchina sappia distinguere un’insalata da una pizza… anche se, in futuro, chi può dirlo?!

Infine, come ogni brava persona con diabete sa, l’insulina è “tutto” ma non “solo”: una buona gestione della malattia, infatti, non può prescindere dal controllo glicemico. Anche in questo campo la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante in tempi rapidi. Senza andare tanto indietro nel tempo, basti pensare che fino alla metà del secolo scorso il livello di glucosio poteva essere valutato solo su urine o su sangue da prelievo venoso, mentre il primo glucometro per la determinazione della glicemia capillare è nato solamente intorno agli anni ’70, rendendo così possibile l’automonitoraggio anche a domicilio. I decenni successivi sono poi serviti a creare modelli sempre più accurati, sensibili e maneggevoli.

Oggi però la glicemia capillare è appannaggio di pochi ultimi “nostalgici”. Negli ultimi dieci anni, infatti, si è diffuso il monitoraggio glicemico tramite sensore, un dispositivo pratico, indossabile, capace di rilevare il livello di glucosio automaticamente ogni 5 minuti: questo rappresenta un grande vantaggio sia per il paziente, che può gestire con più serenità ogni momento della giornata senza doversi pungere ripetutamente, sia per il genitore, che può monitorare anche a distanza e in sicurezza l’andamento glicemico del figlio, sia per il medico, che può avere una rappresentazione più accurata dell’andamento glicemico giornaliero.

Insomma: ogni anno abbiamo un buon motivo per celebrare questa giornata! Per ricordarci di quanta strada è stata già fatta e di quanto la gestione del diabete mellito sia migliorata in pochi anni, per i pazienti, per i genitori e per i medici. Ricordiamo però che questa giornata deve essere anche un incentivo a continuare a fare di più: più ricerca, più integrazione, più divulgazione.

Buona Giornata Mondiale del Diabete!

E continuate a seguirci per essere aggiornati su novità e curiosità!

Dott.ssa Ilaria Gaudioso, Medico in Formazione Specialistica in Pediatria

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Servizio Civile Universale: AGD Pavia cerca 1 giovane dai 18 ai 28 anni

L’Associazione AGD Pavia (Associazione Giovani con Diabete) con sede presso la Diabetologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia che si occupa del sostengono di bambini con diabete e dei loro familiari mette a disposizione 1 posto per ragazzi e ragazze tra i 18 e i 28 anni (compiuti), che vogliono fare un’esperienza di formazione e crescita, della durata di un anno. Ai volontari è richiesto un impegno di circa 25 ore alla settimana ed è previsto un assegno mensile di €507,30 netti.

A Pavia vengono diagnosticati più di 15 bambini / ragazzi con diabete ogni anno, che vengono accolti e seguiti insieme ai loro famigliari da AGD. Gli iscritti all’associazione attivi sono indicativamente un centinaio, con i relativi nuclei familiari, che frequentano la Clinica Pediatrica di Pavia provenienti da tutto il territorio nazionale, anche se con prevalenza proveniente dalla provincia di Pavia (80%).

L’associazione, è stata fondata nel 1982 da un gruppo di genitori nel tentativo creare una rete di solidarietà tra famiglie per cercare di risolvere insieme i numerosi problemi che il diabete porta con sé. Ha sede nei pressi della Diabetologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia, dove gli associati sono in cura, e dove si confronta costantemente con lo staff medico che se ne occupa. Collabora con le altre associazioni omologhe del territorio nazionale, che affluiscono in particolare in AGD Italia; organizza residenziali di incontro per le famiglie coinvolte; si batte per l’accettazione sociale della malattia e per il buon inserimento del bambino con diabete a scuola; promuove informazione, in contatto con gli Enti pubblici; fornisce materiale informativo, oltre alla possibilità di ricevere supporto psicologico; promuove la ricerca e iniziative sportive, sempre nell’esclusivo interesse dei bambini con diabete e dei loro familiari.

L’attività dell’associazione nel corso dell’ultimo anno in conseguenza all’emergenza sanitaria è stata fortemente ridimensionata e gestita prevalentemente da remoto (non avendo la possibilità di entrare in reparto per motivi di sicurezza sanitaria) incentivando l’attività online ed il sostegno a distanza.

AGD Pavia, che fa parte del Consorzio Pavia in rete (https://www.paviainrete.com), partecipa al Progetto 1Assistenza ed inclusione: in viaggio a sostegno dei più fragili”. Il progetto vuole contribuire attivamente al welfare del territorio di Pavia e del Pavese, offrendo assistenza e sostegno alle famiglie in situazione di fragilità (anche temporanea, come ad esempio per ricoveri ospedalieri) e/o a persone fragili sole, favorendo l’accesso ai servizi sociali, socio-sanitari e sanitari e promuovendo così inclusione sociale e cura della salute e del benessere della persona e della sua famiglia. In particolare presso AGD Pavia sarà possibile migliorare il servizio svolto dall’associazione presidiando la sede associativa, svolgendo una funzione di accordo con le famiglie e con e tra i diversi volontari impegnati e il personale sanitario coinvolto (diabetologa, la psicologa, la dietista, ecc.), mantenendo una continuità assistenziale e di accoglienza fondamentale per il soddisfacimento dei bisogni delle famiglie e dei giovani malati.

Il Servizio Civile Universale (SCU) è un’opportunità messa a disposizione dei giovani dallo Stato italiano di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene comune, la possibilità di fare un’esperienza di formazione e crescita, personale e professionale. Possono presentare domanda tutti i ragazzi e le ragazze, italiani e stranieri, residenti e non, tra i 18 e i 28 anni (compiuti).

Si può presentare domanda entro le ore 14:00 del giorno 27 Febbraio 2025, esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it dove, attraverso un semplice sistema di ricerca con filtri, è possibile scegliere il progetto per il quale candidarsi (CODICE ENTE AGD: SU00279A02 – CODICE SEDE PAVIA: 188723). Nella sezione “per gli operatori volontari” del sito politichegiovanili.gov.it sono consultabili tutte le informazioni utili alla presentazione della domanda nonché del bando, da leggere attentamente.

Dopo aver presentato la candidatura verrai contattato per i colloqui che si terranno nel mese di Febbraio. I giovani selezionati inizieranno il servizio nella primavera 2025. Per maggiori informazioni è consigliabile contattare direttamente l’associazione per maggiori informazioni e approfondimenti.

Telefono: 0382 529881 E-mail: agdpavia@gmail.com

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“Volontario? Sì, grazie.”

Si, oggi parliamo proprio di lui, il volontario, una figura magari senza volto ne nome, ma importantissima per la vita capillare di ogni associazione no-profit.

Senza l’attività del volontario molte associazioni, come la nostra, non potrebbero esistere. Non solo per la “forza lavoro” che esso porta, ma anche per le nuove idee, i modi di agire e pensare che sono diversi per ognuno.

Insomma una bella ventata di aria fresca per tutte le piccole realtà del territorio, che hanno bisogno di adeguarsi al cambiamento societario per sopravvivere e poter continuare nelle loro mission solidaristiche.

Ma non possiamo sempre pensare al volontario come una terza persona, perché OGNUNO DI NOI PUÒ ESSERE UN VOLONTARIO! Se stai leggendo questo articolo, hai del tempo a disposizione e ti piace l’idea di fare qualcosa di buono per qualcuno allora anche tu potresti essere un perfetto volontario.

AGD Pavia supporta la tua scelta di fare del bene e ti invita a considerare di diventare volontario per la nostra associazione con questo piccolo “Dizionario del Volontario”

Ecco le sue parole chiave:

  • AMICIZIA: per stare insieme e creare legami più forti che mai;
  • COMPETENZA: per sviluppare sé stessi e le proprie capacità;
  • CONOSCENZA: per imparare sempre qualcosa di nuovo, anche nelle situazioni più inaspettate;
  • CRESCITA: sia personale che del gruppo, per poter agire al meglio nel bene di tutti;
  • INVESTIMENTO: non solo di tempo, ma anche di sorrisi, gioia, affetto e speranza;
  • RISPETTO: per lavorare, muoversi e vivere in comunione con gli altri;
  • SODDISFAZIONE: quando osservi il risultato del tuo operato, la soddisfazione non ha prezzo;
  • TEMPO: il tempo che spendi è per fare qualcosa di bello per chi ti è vicino;

Fare il volontario CONVIENE, per tutti questi motivi e per tutte le ragioni che vuoi tu!

Per sapere come iscriverti come volontario presso AGD Pavia, contattaci allo 0382 529881, tramite mail a agdpavia@gmail.com oppure vieni a trovarci nella nostra sede nel padiglione di Pediatria del Policlinico San Matteo di Pavia.

1 marzo 2025: Una serata di confronto e racconto.

Sabato 1 marzo 2025, il teatro Mastroianni di San Martino Siccomario ha ospitato una serata di musica e condivisione. In cui, grazie anche alle testimoniante di alcuni ragazzi e bambini la popolazione presente è stata testimone di messaggi positivi su come si può vivere con il Diabete.

La musica è stata possibile grazie al gruppo “Triò“. Che con i brani scelti ci ha fatto fare un viaggio.

Il primo che si è voluto mostrare, raccontando anche la sua storia è stato il piccolo ma super bambino Francesco. Che ormai da tempo gioca anche a calcio; difatti nel corso della serata la mamma di quest’ultimo, riporta le parole dei due allenatori del bambino. Che sono fieri di poterlo allenare come portiere.

Francesco:

“Crescere con il Diabete di Tipo 1 non è la miglior cosa che mi poteva capitare, ma neanche la peggiore!… Di conseguenza vi dico quali sono secondo me i pregi e i difetti.

Cominciamo dai difetti:

  • Il ricovero. Perché non avevo idea di cosa stesse succedendo.
  • L’essere visto in modo diverso.
  • Ogni 2-3 giorni il cambio Set, perché é fastidioso.

Il dover sentire sempre le solite domande del tipo:

“Cosa porti sul braccio?”

“Perché hai un marsupio in vita?”

“Tu non puoi mangiare i dolci?” …Io i dolci li mangio eccome!!!

Passiamo ai pregi:

  • I Dottori, sono simpatici bravi e disponibili.
  • La tecnologia, Microinfusore e Sensore mi aiutano nel gestire la malattia.

Il campo Agd, mi ha fatto conoscere nuovi amici che condividono con le stesse cose, mi sono divertito un sacco, mi ha anche insegnato ad avere una maggiore conoscenza di me stesso e della malattia.

In ultimo vi racconto di Lino, un simpatico peluche che mi è stato donato da Agd mentre ero ricoverato, mi ha aiutato ad imparare dove potevi usare la Penna per farmi l’Insulina, e mi è stato di consolazione nei momenti tristi.”

Francesco, 11 anni.

Allenatori di Francesco:

“Allenare chi ha una disfunzione come quella che ha Francesco non mi dà nessun problema, ho già avuto in passato un altro ragazzo che era Diabetico e ho visto che lo sport è un’arma che aiuta tantissimo chi ha questo problema. Chi vive con questa compagnia deve adattarsi ai ritmi di allenamento tenendo sotto osservazione i valori Glicemici che sono monitorati spesso dai genitori che osservano l’allenamento e che intervengono se necessario, ma niente di particolare, diventano normali operazioni che non disturbano né la seduta d’allenamento né il ragazzo che ha bisogno dell’apporto Glicemico, diventano normali operazioni di routine…

Che dire; Francesco è un esempio. Perché oltre a crescere come portiere in Audax, ci mostra che si può fare sport come chi non ha questo problema e noi che alleniamo, possiamo confermalo perché oltre a parare bene, è anche un ragazzo che unisce lo spogliatoio con la sua ironia e la sua voglia di vincere.”

Francesco in Serie A.

I tuoi mister ti fanno l’augurio più bello!

Nel corso della serata poi; non abbiamo solo sentito le parole di Francesco e dei suoi allenatori. Ma abbiamo sentito anche chi ormai con il Diabete ci vive “Da una vita”.

Alessandro e Annalisa.

Alessandro:

“Buonasera a tutti sono Alessandro compirò 28 anni il mese prossimo e convivo con il Diabete da ben 24 anni, una convivenza dura, difficile, da non dimenticare mai.

Quando avevo sei anni, i miei genitori mi mandarono per la prima volta a un campo per bambini diabetici. All’epoca non sapevo bene cosa aspettarmi, ma ricordo con chiarezza una sensazione particolare: per la prima volta, nessuno mi chiedeva cosa stessi facendo quando mi misuravo la glicemia.

Fino a quel momento, ogni gesto legato alla mia malattia attirava sempre domande, sguardi curiosi o, peggio sguardi preoccupati. Ma lì, in quel piccolo mondo fatto di altri bambini come me, misurarsi la Glicemia era la cosa più normale del mondo. Nessuno si stupiva, nessuno mi faceva sentire: “diverso”. Ed è stato lì che ho capito quanto fosse importante non sentirsi soli.

Ho dovuto imparare presto a conoscere il mio corpo, a gestire le mie Glicemie, a prendere decisioni che per un bambino possono sembrare enormi. Ma ho anche capito che il Diabete non mi definisce. E’ una parte di me, certo. ma non è l’unica. E questa non è solo la mia storia, ma quella di tanti ragazzi che, fin da piccoli, si trovano a convivere con qualcosa che lì costringe a essere più consapevoli, più responsabili, prima del tempo.

Ci sono stati momenti difficili, momenti in cui avrei voluto semplicemente ignorarlo, far finta che non ci fosse. Momenti in cui mi sono sentito diverso, in cui ho dovuto spiegare agli altri qualcosa che a volte nemmeno io riuscivo ancora a capire fino in fondo. Ma ci sono anche stati moneti di crescita incredibile. Momenti in cui ho capito che non ero solo, che c’era una comunità pronta a sostenersi, fatta di persone che condividevano il mio stesso percorso, le mie stesse sfide.

Lo scorso settembre ho avuto l’opportunità di tornare in un campo per bambini Diabetici, ma questa volta dall’altra parte: come volontario. E’ stata un’esperienza incredibile, perché in un certo senso si è ribaltato tutto. Da bambino che cercava risposte sono diventato un punto di riferimento per altri bambini che stavano vivendo quello che ho vissuto io. Vedevo nei loro occhi le stesse domande che mi facevo alla loro età, le stesse paure, ma la stessa voglia di normalità.

Ma, alla fine, ho capito che non ero lì solo per insegnare: stavo ancora imparando. Perché non si smette mai di crescere, di scoprire cose nuove e, soprattutto di aiutare gli altri. Guardare quei bambini affrontare le loro sfide quotidiane mi ha fatto riflettere su quanto il Diabete non sia solo una questione di numeri e calcoli, ma anche di emozioni, di accettazione, di sostegno reciproco.

Oggi so che la cosa più preziosa che mi ha dato questa esperienza è la consapevolezza. La consapevolezza di me stesso, della mia forza e dell’importanza di condividere il mio percorso. Perché, così quel bambino di sei anni ha trovato conforto in un gruppo di persone che lo capivano, spero che la mia storia possa essere, anche solo per qualcuno, un piccolo promemoria che con il Diabete non si è mai davvero soli.”

Alessandro, 27 anni. Testimonianza letta dalla mamma Elisabetta.

Annalisa

“Crescere con il Diabete di Tipo 1 non è stato semplice. Ti costringe a maturare prima degli altri bambini e ragazzi, ad assumerti più responsabilità, a gestire i pasti con consapevolezza e a scegliere se accettare o meno una fetta di torta di un compleanno o una merenda offerta.

Devi imparare ad ascoltare il tuo corpo, riconoscere i segnali di un’Ipoglicemia o di un’Iperglicemia e agire di conseguenza.

Seguire una terapia ti rende più diligente e attento, un aspetto che, crescendo, si rivela un vantaggio nell’affrontare l’età adulta.

Col tempo, il peso che dà un bambino o adolescente senti sulle spalle inizia ad alleggerirsi.

“Perché succede?”

Non saprei spiegarlo con certezza, ma impari a convivere con la malattia senza più sentirti in colpa o difetto rispetto ai tuoi coetanei.

In questo percorso di crescita, i campi organizzati dall’A.G.D. Pavia hanno avuto un ruolo fondamentale.

Stare per qualche giorni lontano dai genitori, sempre apprensivi e preoccupati è una liberazione, sia per loro, che possono rilassarsi, sia per noi ragazzi, che per un po’ ci scrolliamo di dosso le solite domande:

“Hai fatto la puntura?”

“Com’è la Glicemia?”

“Hai preso l’Insulina?”

“Hai con te gli aghi?”

“E il pungi dito?”

Durante i campi si ha l’opportunità di confrontarsi con coetanei che vivono le stessa esperienza, condividendo momenti di leggerezza e spensieratezza. Per qualche giorno, sappiamo di essere circondati da persone che capiscono e che possono aiutarci, che siano amici o medici.

E questo fa una grande differenza.”

Annalisa, testimonianza letta dalla mamma Roberta.

Grazie di cuore ancora una volta sia chi ha organizzato questa serata ma anche a chi ha donato il suo tempo; per noi sempre prezioso.

E al gruppo “Trio” già citato ad inizio articolo; che ci ha permesso di fare un viaggio stupendo.

Alla prossima…!

A.G.D Pavia x Servizio Civile Universale

Una “prima” esperienza “di lavoro”.

Come ogni anno, A.G.D Pavia collabora con il Consorzio Pavia in Rete per dare l’occasione a un giovane tra 18 anni e 28 anni di buttarsi nell’esperienza del Servizio Civile Universale. In questa articolo si leggerà dell’esperienza che sta facendo Rabbordi Serena, che finirà il suo anno di Servizio Civile Universale in A.G.D Pavia il 27 maggio 2025.

Come mai hai scelto di impegnarti nel campo del Volontariato Sociale?

Perché fin da quando sono piccola ho sempre avuto voglia di provare a fare qualche esperienza che andasse al di là dell’essere solo una studentessa. Soprattutto nel mondo del volontariato sociale, compiuti 18 anni, ho iniziato a cercare qualcosa che fosse fattibile per me.

Un tuo pensiero riguardo il Servizio Civile Universale? Secondo te può essere considerato un primo “lavoro”?

Io penso che possa essere una prima esperienza precedente un primo lavoro vero e proprio, perché in tante Associazioni ed Enti che sono nel mondo del Servizio Civile inizi ad acquisire competenze, e farti un’idea di quello che potrebbe essere il tuo lavoro di domani, in un ambiente più protetto.

Il Servizio Civile Universale ti porta inoltre a confrontarti con temi della vita importanti e delicati, permettendoti di essere un cittadino attivo nel sociale e arricchire il tuo bagaglio culturale. 

Come hai conosciuto A.G.D. Pavia e come hai scelto di mandare la candidatura lì?

La prima volta che ho sentito parlare di A.G.D. Pavia è stato per passaparola da parte di una mia conoscente che mi ha detto davanti a un caffè che era stato aperto il Bando del Servizio Civile Universale 2024, così con in mano il telefono inizio a cercare tutte le informazioni necessarie per mandare la candidatura. Confrontando tutti i progetti, ho sentito fin da subito che A.G.D Pavia potesse essere la scelta giusta per me, ammirando ciò che fa ormai da 43 anni. 

Adesso sapresti raccontare cos’è e cosa fa A.G.D. Pavia?

L’Associazione Giovani con Diabete di Pavia nasce nel 1982 su base volontaria di un gruppo di genitori che voleva risolvere i numerosi problemi che il diabete porta con sé e farlo conoscere soprattutto facendo presente che esiste appunto anche quello GIOVANILE, il Diabete Melito Tipo 1. A.G.D Pavia collabora con L’Associazione Nazionale A.G.D. Italia.

Oggi, per promuovere informazione, A.G.D. Pavia organizza giornate, eventi e pubblica articoli.

Come ti stai trovando in A.G.D Pavia? Cosa ti piace di più? 

In A.G.D. Pavia mi sto trovando veramente bene, mi piace che fin da quando ho iniziato non mi sono mai sentita lasciata da sola, cosa che per me non è scontata, e che ammetto essere stata la mia paura più grande all’inizio di tutto. Paura però che è scomparsa subito perché lo staff che collabora in A.G.D. Pavia è fatto di persone che sono davvero competenti per quanto riguarda il mondo del Diabete Mellito di tipo 1. Sanno cos’è la parola “empatia”, danno solo critiche costruttive che ogni giorno mi fanno crescere e imparare cose nuove per il domani.

Per quanto riguarda le attività giornaliere e non, cosa fai?

Mi piace essere in segreteria, gestire instagram, e quando serve dare una mano per pubblicare sul sito; lasciare sempre la porta della sede aperta per chi ha bisogno; essere pure io coinvolta per organizzare eventi, giornate, o campi che A.G.D. Pavia fa, chiamando, mandando mail alle famiglie, strutture che ci interessano. Anche perché poi è sempre bello vedere il risultato del tuo lavoro. Inoltre, mi piace come chi lavora in A.G.D. Pavia mi abbia sempre chiesto se volessi esserci pure io sul campo delle varie serate, giornate, eventi organizzati, quindi non facendomi fare solo la segreteria.

Ci puoi dire quali eventi sei riuscita a fare sul campo?

Appena iniziato a fine maggio/inizio giugno sono stata a un torneo di calcio dove noi come Associazione eravamo presenti con due mini postazioni; nei mesi estivi sono stata solo in segreteria anche per dei miei problemi di salute; a ottobre sono stata al pranzo che abbiamo organizzato per parlare del Campo Estivo 2024, momento molto carino dove abbiamo potuto sentire le esperienze di ragazzi, medici, volontari di A.G.D. Pavia che erano presenti al campo. Il Campo viene organizzato ogni anno e io in segreteria mi sono dovuta dare molto da fare, però sono stata felice di come sia andato. Novembre/dicembre è stato il periodo più pieno per A.G.D. Pavia: io sono stata presente il 17 novembre all’evento che abbiamo organizzato per la Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre); a fine novembre per concerto organizzato per raccolta fondi; dal 16 dicembre fino al 24 dicembre sono stata ad aiutare con i pacchetti di natale la Mondadori di Locate Di Triulzi che ci aveva dato la possibilità di avere il nostro punto raccolta fondi; il 14 dicembre sono stata presente alla festa della Pediatria.

Cosa pensi ti possa lasciare l’esperienza del Servizio Civile Universale? E a chi la consigli in A.G.D. Pavia?

Sicuramente l’esperienza in A.G.D. Pavia la consiglio a chi vuole essere dietro alle quinte di un mondo che ad oggi non è conosciuto come si deve, perché c’è pochissima informazione in merito. È un’esperienza che consiglio perché il Servizio Civile Universale dà tanto ad A.G.D. Pavia quanto A.G.D Pavia dà sempre tanto ogni anno permettendo di fare questa esperienza in questa Associazione; lo consiglio a chi può stare a proprio agio in un lavoro d’ufficio.

A me personalmente l’esperienza di Servizio Civile Universale lascerà un ricordo che sarà per sempre, un pezzo di vita non piccolo, visto che oggi ci sono dentro al 100%; ho acquisito maggiore consapevolezza, autonomia, strategie per affrontare vari momenti con un approccio formale che prima non mi apparteneva. Anche a livello comunicativo, per scrivere e parlare di qualcosa che risulta essere delicato, continuo tutt’ora a crescere e imparare. Fare l’esperienza di Servizio Civile Universale è una cosa che secondo me va fatta perché, come già riportato prima, arricchisce quello che è il famoso bagaglio culturale. 

Come fa un giovane a mandare la candidatura per fare Servizio Civile Universale? 

A chi volesse fare il Servizio Civile Universale in A.G.D. Pavia, o in generale vuole provare questa esperienza c’è tempo di mandare la sua candidatura sulla piattaforma DOL entro giovedì 27 febbraio 2025, ore 14:00. Per ulteriori info lasciamo qui quello che è necessario:

INSTAGRAM: agdpavia, consorziopaviainrete

MAIL: agdpavia@gmail.com

TELEFONO: 0382 52 9881

Il Servizio Civile ti aspetta con tutto il suo mondo da esplorare.

DIABETE MELLITO DI TIPO 1 E FESTIVITÀ? SI PUÒ FARE!

5 CONSIGLI UTILI

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Finalmente arrivano le vacanze! Giochi, riposo dalla scuola ma anche tante cose buone da mangiare!  Per i bambini e i ragazzi (ma anche per gli adulti!) con diabete mellito di tipo 1, i momenti di condivisione come le festività possono rappresentare una bella sfida: si mangia tutti insieme, si mangia di più e tendenzialmente consumiamo più carboidrati e più grassi rispetto ai pasti della nostra quotidianità. Ma questo non deve scoraggiarci: sapendo come fare, con un po’ di preparazione, la porzione più abbondante o il dolce in più non rappresenteranno un problema! E in questa maniera potremo anche abbattere alcuni “luoghi comuni” che ancora sono presenti quando si parla di diabete mellito di tipo 1: “non puoi mangiare dolci”, “devi evitare tutti i carboidrati” e così via.

È bene premettere che in prossimità delle feste non è utile (anzi, è dannoso!) modificare le proprie abitudini alimentari nei giorni precedenti e successivi, effettuando diete restrittive o saltando i pasti. Cerchiamo di capire insieme come fare nella pratica!

1. SCELTA DEL PASTO 

Per cominciare, bisogna scegliere in modo “furbo” il momento in cui consumare un pasto abbondante, prediligendo soprattutto per chi è alle prime armi, il pranzo invece della cena: questo ci consentirà di avere più tempo per effettuare eventuali correzioni, con l’obiettivo di avere una glicemia adeguata prima della fine della giornata (la glicemia è in range quando è compresa tra (70 e 180 mg/dL).

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2. DECISIONI DELLE DOSI DI INSULINA

La preparazione in anticipo del menù, comprensiva della scelta degli ingredienti, consente di arrivare già pronti al momento della decisione del bolo e permette di coinvolgere in prima persona il bambino e il ragazzo con diabete.

In tutte le situazioni, occorre ricordare che la conta dei carboidrati ci viene in prezioso aiuto. Oggi esistono moltissimi strumenti, tra cui app scaricabili sugli smartphone, che semplificano notevolmente questa strategia. La conta dei carboidrati ci permette di “sconfiggere” la paura di alcuni cibi che spesso si trovano sulle nostre tavole in queste situazioni. Ecco alcuni esempi pratici: una porzione di lasagne (240 g) contiene circa 35 g di carboidrati (ma quanti grassi!); i tortellini ripieni di carne (160 g) contengono invece circa 70 g di carboidrati. Per quanto riguarda i secondi piatti, spesso le quantità di carboidrati sono trascurabili ai fini della conta: ricordiamo, per esempio, che una porzione di cotechino (50 g) contiene 3 g di carboidrati. Tra i dessert, immancabili durante il periodo natalizio ci sono il panettone e il pandoro (una fetta da 100 g contiene circa 50 g di carboidrati ma attenti al ripieno), per i più golosi magari con crema al mascarpone in accompagnamento (50 g contengono circa 8 g di carboidrati).

Esistono, però, anche degli alimenti che possono essere nostri alleati: iniziare il pasto con la verdura rallenta l’assorbimento dei carboidrati, riducendo i picchi glicemici post-prandiali; i legumi sono molto nutrienti e hanno un buon rapporto tra proteine, fibre e carboidrati; la frutta secca è un ottimo spuntino per cui non serve il bolo di insulina.

Per concludere, le bevande zuccherate non possono di certo negate essere ma devono essere consumate con molta parsimonia (al massimo un bicchiere a pasto) e incluse nel calcolo della dose insulinica. In ogni caso è sempre meglio preferire tanta acqua, sia durante che fuori dai pasti!

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3. GESTIONE DEL BOLO

La gestione del bolo di insulina può variare a seconda della modalità di somministrazione dell’insulina.

Per i pazienti in terapia multi-iniettiva (con le penne), occorre stimare la quantità di carboidrati contenuti in antipasto, primo, secondo e decidere la dose (preferibilmente utilizzando il rapporto carboidrati:insulina). Una strategia può prevedere di iniziare da antipasto a base di proteine e grassi (salumi e formaggi) e fare il bolo appena prima del primo piatto. Occorre ricordare che tra una somministrazione e l’altra è meglio che passino almeno due ore e mezza, per evitare la sovrapposizione dei boli e incorrere in ipoglicemie indesiderate.

In considerazione del pasto abbondante e lungo è possibile fare un bolo nell’orario della merenda per coprire il dolce e sfruttarlo anche per correggere le iperglicemie post-prandiali (utilizzando il proprio fattore di correzione o FSI).

Per i pazienti che utilizzano un microinfusore, grazie alla possibilità di effettuare boli più ravvicinati, è possibile già a priori effettuare due boli distinti per il pasto: un primo bolo previsto per i carboidrati di antipasto, primo e secondo; un secondo bolo prima del dessert, senza per forza attendere l’orario della merenda.

Molti modelli di microinfusore prevedono una modalità di erogazione adatta agli alimenti a lenta digestione e/o caratterizzati da alto contenuto di grassi (per esempio pizza, lasagne, risotto, carne con panatura, pizza, dolci particolarmente grassi, eccetera): si tratta del “bolo esteso”, che permette di erogare immediatamente una parte del bolo e la restante quota in un periodo di tempo più prolungato, al fine di coprire i picchi iperglicemici più tardivi.

4. ATTIVITÀ FISICA

L’attività fisica è di fondamentale importanza anche nella gestione dei pasti per le festività. Una passeggiata all’aria aperta oppure giochi da fare a casa ma che prevedano tanto movimento aerobico (per esempio una caccia al tesoro, Twister o i giochi di movimento con una console di videogiochi) aiutano a mantenere stabili i valori glicemici anche quando abbiamo consumato un pasto abbondante.

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5. IPEGLICEMIE

Dovremo in ogni caso essere pronti ad affrontare delle iperglicemie indesiderate, vicine o lontane dai pasti: questo non deve preoccuparci né rovinarci le feste! Sbagliare è umano, soprattutto in situazioni in cui può essere molto difficile fare una conta dei carboidrati precisa, stimare il peso dei cibi e prevedere tutti rialzi glicemici da grassi e proteine.

Quello che occorre sapere è che esistono, anche in questi casi, alcune strategie che possono aiutarci. Per coloro che utilizzano il microinfusore, spesso è possibile (per i modelli che lo permettono) affidarsi alle correzioni automatiche delle iperglicemie; se queste non risultassero sufficienti (per esempio, se ci accorgiamo di aver sottostimato di tanto la quantità di carboidrati), è comunque possibile effettuare un bolo manuale correttivo.

Per i pazienti in MDI l’approccio è quello classico: effettuare correzioni estemporanee secondo il proprio fattore di correzione (FSI), ricordando che tra una correzione e l’altra è meglio che trascorrano almeno due ore e mezza.

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Per concludere, le feste sono delle occasioni importanti e – perché no? – una bella sfida anche per la gestione del diabete mellito di tipo 1. Restano fondamentali un’adeguata preparazione e la condivisione delle strategie per affrontarle con serenità.

Crediamo fortemente che il diabete, come altre condizioni di salute, non debbano condizionarci obbligandoci a inutili rinunce. Nel corso del tempo e col giusto allenamento, apprendere a gestire anche situazioni più complesse rafforzerà l’autostima e la consapevolezza non solo del soggetto con diabete ma di tutto il suo nucleo familiare e di amici.

Non vi resta che provare a mettere in pratica i nostri consigli. Nel frattempo, vi auguriamo buone feste e, soprattutto, buon appetito!

Dott.ssa Elena Monti, Dott. Lorenzo Postiglione e Dott. Paolo Triggiano,

Medici in Formazione Specialistica in Pediatria

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NATALE 2024!

Idee regalo!

Per questo natale sarà POSSIBILE sostenere l’associazione attraverso i manufatti dei nostri papà e nostre mamme! 

  • Per maggiori info → Annamaria: 348 728 5693

L’A.G.D vi propone:

  1. segnaposto in varie colorazioni, personaggi a tema:
  • 3€ pezzo singolo
  • 15€ serie da 6

 

 

2. portatovaglioli semplici:

  • 3€ pezzo singolo
  • 15€ serie da 6

 

  • angioletto: 4€
  • albero: 3€
  • diabetino (SEGNALIBRO): 3€-5€

sottobicchieri:

  • 3€ pezzo singolo
  • 15€ serie da 6
  • sottobicchieri in versione decorazione per l’albero: 6€-8€
  • portatovaglioli in vetro di Murano: 6€
  • portatovaglioli renna (su richiesta): 8€

 

L’A.G.D vi augura un gioioso periodo di feste!

Intervista a Matteo, volontario SCU

AGD Pavia cerca un giovane 18-28 anni da coinvolgere in un’esperienza di formazione e crescita della durata di un anno. Le candidature scadono alle ore 14:00 del 26 Gennaio.

Per aiutare a conoscere la realtà dell’associazione ai futuri volontari, abbiamo intervistato il nostro volontario che ha iniziato Servizio Civile Universale il 30 aprile del 2021: Matteo, 25 anni, laureato in dietistica con la passione per i gatti ed il disegno.

Perché hai scelto di impegnarti nel mondo del volontariato sociale?
Sono sempre stato molto attivo nel campo del volontariato e credo che sia importante vivere senza pensare solo a sé stessi. In tal senso, il Servizio Civile Universale è un’occasione unica.

Cosa pensi sia il Servizio Civile Universale?
È un’importante esperienza di crescita, sia sociale che formativa; un’esperienza che ti arricchisce. In questi mesi ho conosciuto persone veramente preparate e di grande animo.

Ritieni questa esperienza propedeutica al lavoro?
Sì, penso che quest’esperienza sia valida, sia per chi ha già un progetto di vita in mente, sia per chi deve ancora trovare la sua strada.

Cos’è AGD e di cosa si occupa?
È un’associazione fondata da un gruppo di genitori col desiderio di condividere con altre persone l’improvviso cambiamento delle vite dei loro figli e delle loro. Si occupa dell’accoglienza di minori e delle loro famiglie dal momento dell’esordio della patologia e li accompagna nella crescita affiancandosi all’equipe medica della Diabetologia Pediatrica della Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo.

Perché hai scelto AGD?
Ho scelto di candidarmi presso AGD sia per affrontare un’esperienza formativa sia perché le attività da svolgere sembravano adatte al mio carattere. Ho scelto l’associazione per l’attinenza con la mia professione, per approfondire questioni che conoscevo ma non troppo in modo da mettermi alla prova ed anche per accrescermi come persona.

Come ti sei trovato ad AGD?
Sicuramente è un’ottima esperienza, sia dal punto di vista lavorativo che quello umano, è stato facile inserirsi in un contesto in cui ho trovato persone esperte e disponibili ad aiutarti. Il posto di lavoro è formato da professionisti che tengono al loro impegno ed alla qualità delle attività da svolgere nell’ottica di perseguire un obiettivo comune: migliorare la qualità di vita dei giovani associati.

Hai trovato in AGD la realtà che pensavi? 
Le mie aspettative sono state superate. AGD dispone al suo interno di tante persone, a mio parere, capaci e professionali e che hanno soprattutto lo scopo di aiutare il prossimo. Conoscevo solo parzialmente l’associazione prima della presentazione della domanda, ma la realtà in cui mi sono trovato è sicuramente molto più interessante di quello che pensavo. Ho scoperto un mondo di cui, purtroppo, non ero pienamente a conoscenza.

Cosa ti è piaciuto di più? Quale è l’attività che più ti è piaciuta?
Di sicuro l’attività che mi è piaciuta di più è stato l’essere coinvolto nell’organizzazione del campo famiglie che si è tenuto questo ottobre. Mi ha emozionato e fatto davvero piacere parteciparvi.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza del servizio civile?
Il servizio civile mi ha spronato sotto diversi aspetti ed insegnato molto, al di fuori delle conoscenze e competenze acquisite. È un esperienza molto positiva, che mi ha lasciato una maggiore sicurezza e riscaldato il cuore.

A chi consiglieresti l’esperienza del servizio civile ad AGD Pavia?
Consiglio questa esperienza a tutti, specialmente a tutti coloro che hanno l’intenzione di mettersi in gioco e che vogliano sperimentare sé stessi in un ambiente dinamico. Inoltre, consiglio l’esperienza a chiunque trovi gratificazione nel contatto umano, ad AGD se ne trova parecchio: dalle famiglie, ai volontari, al personale medico.

Campo famiglie Ottobre 2021

Il campo famiglie è un momento fondamentale per i bimbi e per i genitori ed anche un’esperienza capace di evocare la magia che nasce solo dallo stare insieme condividendo un percorso comune. Si parla di condivisione perché la diagnosi di Diabete Mellito di Tipo 1 in un bambino, non colpisce soltanto lui, ma l’intera famiglia perciò ritrovare un nuovo equilibrio è necessario e non sempre risulta essere un compito semplice. Questi eventi sono pensati proprio per dare a tutti la possibilità di aprirsi, creare nuovi legami, esprimere le proprie preoccupazioni, difficoltà ed emozioni mostrando nuove possibilità e prospettive.

I soggiorni educativi, infatti, sono riconosciuti dalle istituzioni politiche ed amministrative e dalle società scientifiche nazionali ed internazionali di diabetologia come un momento fondamentale ed insostituibile nel processo formativo del bambino con diabete. Tutti gli apparati di cui sopra convengono perciò che i benefici a breve e lungo termine di queste iniziative, per quel che riguarda il miglioramento delle capacità di autogestione della malattia, sono più che evidenti.

Il week-end, organizzato nelle giornate del 15, 16 e 17 Ottobre 2021, è stato caratterizzato da una atmosfera di svago; oltre a creare inclusione, lo scopo delle giornate è stato quello di informare e rispondere alle domande che possono naturalmente sorgere quando ci si approccia al “Mondo Diabete”.

L’iniziativa è stata resa possibile dall’impegno dei volontari dell’associazione, dalla presenza professionale dell’equipe medica diabetologica e dietistica del reparto di pediatria dell’ I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo di Pavia e della consulente psicologa dell’associazione.

Durante l’intera durata del soggiorno le famiglie hanno avuto a disposizione continuativamente un team di esperti per dare informazioni e consigli sulla quotidianità della convivenza con DMT1, formato da:

  • Medico pediatra diabetologo Carmelo Pistone;
  • Medici in formazione specialistica Emanuela Bellanca, Claudia Garassino, Eliana Barbato, Valeria Tramentozzi e Francesco Dianin;
  • Consulente di AGD Pavia nel ruolo di psicologa psicoterapeuta Elisabetta Chiesa;
  • Dietisti Elisabetta Montagna (coordinatrice), Valentina Caissutti e Matteo Scarampi.

L’obiettivo principale del campo è stato favorire il confronto e la condivisione dei propri problemi ed esperienze tra le famiglie, in modo da sviluppare il contatto emotivo, l’autostima, la responsabilizzazione e permettere di affrontare con maggior consapevolezza ogni sensazione di diversità potenzialmente percepita dai partecipanti.

Ogni momento di vita quotidiana vissuto durante il soggiorno è diventato motivo di istruzione e comprensione della patologia fornendo un importante valore aggiunto alle conoscenze precedentemente acquisite in ambito ospedaliero. Lo stretto e continuo contatto tra l’equipe medica e le famiglie permette difatti la costruzione e la sperimentazione di nuove strade terapeutiche per un benessere sempre maggiore.

In quasi tre giornate le famiglie associate hanno vissuto insieme in uno stupendo ambiente naturale situato a 400 metri di quota nel cuore dell’Oltrepò Pavese: l’agriturismo Torrazzetta. La famiglia Fiori ed il suo staff ha calorosamente preparato il luogo dove condividere esperienze, in una località incorniciata da campi coltivati, vigneti ed un clima che ha invogliato la gioia ed il relax.

Gli adulti hanno potuto assistere a delle lezioni formative, che sono state momento ideale per porre domande senza alcun timore e confrontarsi sulla personale esperienza con il diabete. AGD Pavia ha notato difatti che durante questi eventi i genitori sono sempre pronti a mettersi in gioco per imparare qualcosa di nuovo e supportare i loro piccoli nelle sfide che la vita imporrà a loro.

Durante le lezioni in cui sono stati impegnati i genitori, i bambini hanno svolto dei giochi formativi con l’equipe medica e dei laboratori artistici guidati dalla pluriennale esperienza di Annamaria Previati, volontaria e membro del consiglio direttivo dell’associazione. I bimbi hanno giocato, si sono divertiti ed hanno imparato la bellezza della natura e nel contempo hanno avuto l’opportunità di vivere in gruppo l’esperienza diabete facendo merenda e controllando le glicemie insieme.

Infine nella giornata di domenica, tutti i partecipanti si sono scatenati in una spassosa caccia al tesoro, organizzata dai volontari dell’associazione, con premio finale e foto di gruppo.

Noi di AGD Pavia siamo felici che dopo un periodo di interruzione delle attività di volontariato e socialità dovuto delle restrizioni imposte dalla pandemia, si sia potuto incontrarsi nuovamente di persona. è stata una grande soddisfazione, siamo stati contenti di poter offrire il nostro aiuto alle famiglie associate e, insieme, disegnare un nuovo percorso.

Speriamo che questo sia l’inizio di un periodo positivo che ci vedrà sempre più coinvolti in attività di gruppo sia per adulti che per minori. Per questo motivo vogliamo ringraziare l’equipe medica per l’impegno profuso, in particolare il Dottor Carmelo Pistone, che si è impegnato nel garantire la realizzazione di questo progetto.

Ringraziamo inoltre, tutti coloro che hanno potuto partecipare a queste giornate che ci hanno permesso di costruire un clima di amicizia, professionalità e qualità. Un ringraziamento particolare va a tutte le famiglie partecipanti che hanno creduto al valore sociale di questo incontro. L’entusiasmo e l’energia che si sono respirate in questo campo ci hanno riempito di orgoglio.

Elisabetta Debiaggi

Presidente di A.G.D. Pavia – Associazione Giovani con Diabete – APS


Piccola curiosità… lo sapevi che?

Il campo famiglie organizzato da AGD Pavia deriva dai campi scuola per bambini e adolescenti affetti da diabete mellito tipo 1 svolti nel 1925 a Detroit (Stati Uniti) grazie al Dottor Wendt. Nello stesso anno Elizabeth Devine, infermiera della Joslin Clinic cominciò la sua esperienza di educazione terapeutica, ospitando nella propria casa di vacanza un ragazzo con diabete per insegnargli le nozioni fondamentali dell’automonitoraggio. Da allora tali eventi si sono diffusi ovunque, sbarcando in Europa, dapprima in Francia nel 1953 con le attività di Lestradet e François e infine nel 1973 in Italia con l’iniziativa dei pediatri di Trieste.

A cura di Matteo Scarampi

Volontario Servizio Civile Universale

Il Supporto Psicologico: Come e Perché

il diabete mellito di tipo 1 e le sue necessità

Come molti di voi sapranno, il Diabete Mellito di Tipo 1 colpisce in prevalenza in età pediatrica e, essendo una patologia cronica, spesso si incorre in numerose criticità nell’affrontarla. Fin dal momento dell’insorgenza (o esordio) in ospedale, il bambino e la sua famiglia devono imparare a gestire la patologia e fronteggiarne gli aspetti più negativi; l’equipe medica può fornire loro gli strumenti e le nozioni per amministrare al meglio la terapia, ma la necessità anche di un sostegno di tipo psicologico si è spesso resa evidente. Entra dunque in gioco una componente fondamentale per favorire il corretto superamento dell’iniziale trauma, che si abbatte in maniera differente su ciascuna persona e crea disagio all’interno del contesto famigliare. L’esigenza di un sostegno psicologico può protrarsi nel tempo, rendendo quindi importante il follow-up e la sua continuità, specialmente nelle fasi più complesse dell’infanzia o dell’adolescenza.


La figura dello psicologo

Sulla base delle premesse fatte, si evince che la figura professionale dello psicologo diventa assolutamente indispensabile nell’accompagnamento delle famiglie nel lungo e tortuoso cammino che prevede il Diabete infantile. La nostra associazione, infatti, provvede da diversi anni a mettere a disposizione di tutti gli associati e delle loro famiglie uno sportello di ascolto completamente gratuito, che garantisce un’interazione costante con un professionista in grado di facilitare il loro percorso. Organizziamo inoltre annualmente un campo di formazione dedicato alle famiglie delle nuove insorgenze, i cui genitori sono invitati a partecipare a un lavoro di gruppo con lo psicologo, in modo da poter condividere, in un’ottica di mutuo aiuto facilitato dal professionista, l’esperienza che si sta vivendo con altri genitori nella stessa situazione. Questo tipo di attività è fondamentale per i genitori, perché oltre a favorire la coesione tra i gruppi famigliari e la reciprocità di scambio di informazioni, offre un’occasione di apertura e condivisione esperienziale in un ambiente tutelato dalla presenza di un professionista, che si è rivelata ogni volta molto importante.


sostenere il supporto

Per la nostra associazione mantenere attivo questo servizio è importante, ma non possiamo riuscirci da soli, per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Se usufruisci del nostro sportello di ascolto, hai intenzione di usufruirne o semplicemente vuoi sostenere il progetto puoi fare qualcosa di concreto per aiutarci e contribuire ai costi con una donazione.

Scopri come fare qui -> https://agdpavia.org/5xmille/

Grazie.